Programma

Il programma di salute proposto agli “esercitanti” prevede l’interazione di cinque regolatori di vita.

La preghiera punto principale, e che, se bene intesa, permea ogni atto vitale perché è espressione del colloquio fedele della creatura col Creatore, qui si sottolinea l’interdipendenza di riposo, lavoro, comunicazione e ubbidienza umile. Per cui essi risultano funzionali al conseguimento dell’unico fine, nella misura della loro “coincidenza”.

Riposo

Il riposo non è solo caratteristico delle ore di sonno, di ricreazione, di svago, ma è un modo di porsi che permea il lavoro, la comunicazione, la preghiera, l’umile ubbidienza

Il riposo, cioè, è capacità di fare in modo disteso e concentrate tutti i punti del programma, incluso il riposo propriamente detto del sonno.

Lavoro

Lo stesso vale per il lavoro. Al di là di una meccanica pratica di disimpegno di faccende, mansioni e uffici, esso è volontà gioiosa e creatrice per fare bene l’opera che si ha tra mano, purché essa è stata scelta. In tal modo, il lavoro, superato l’affanno di chi, come schiavo, è soggetto a svolgerlo, esalta la libertà del lavorante. Egli, lavorando, è disteso e concentrato in quello che fa. Riposa nel suo lavoro. Prega lavorando. Comunica con gli altri in maniera confacente mentre lavora. Si prende quanto gli serve di tempo per quanto gli è necessario. Senza aver bisogno di un tem­po libero. Tutto il suo tempo e il suo spazio, infatti, sono liberi, come lui.

Comunicazione

La comunicazione, in questa ottica, oltre i momenti tecnici di confronto e dialogo personale o di gruppo con i competenti (responsabile, psicologo, medico, sociologo, padre spirituale), è attenzione all’altro, per aiutarlo ad essere aiutato. L’ uso dei mezzi per il conseguimento del fine è quindi affidato alla capacità relazionale, costantemente attiva, anche durante il riposo, per cui tutti sono attenti all’altro esercitante. Egli è amato. Per lui io prego. E vigilo per lui. Il controllo, non meno della fiducia, diventa, in tale prospettiva, comunicazione benefica e costante. Il controllo terrà a bada le energie negative da eliminare o da trasformare. La fiducia darà slancio per moltiplicare le energie positive. Tanta fiducia quanto controllo. E’ questa la formula che sintetizza questo punto che perciò risulta ovviamente interdisciplinare agli altri. sembra più oltre necessario ribadire lo stesso carattere interfunzionale per il quinto punto programmatico.

Preghiera

La preghiera, fenomeno pan-umano, e intesa nell’ UP in senso biblico-cristiano. Essa esprime la fede in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo dialogicamente. Per cui, vinta la tensione e la distrazione che caratterizzano quanti sono schiavi e dipendenti delle creature, la persona umana esprime la propria dipendenza da Dio in termini di concentrazione e distensione in Lui. Nell’ UP l’esercizio di preghiera comprende:

  • L’ Esame della propria coscienza alla luce della parola di Dio.
  • La meditazione della parola di Dio.
  • La contemplazione delle divine perfezioni.
  • L’ adorazione dei divini misteri, specialmente del Sacramento dell’ Eucaristia.
  • La preghiera vocale come il Rosario Mariano, la recita dei Salmi, degli inni e delle invocazioni prima dei pasti.
  • La preghiera liturgica e la partecipazione attiva al Sacrificio della Messa.
  • La frequentazione dei Sacramenti. A tale proposito si sono impartiti sacramenti del Battesimo, Cresima, Eucaristia, Riconciliazione anche ad adulti convertitisi alla Fede Cattolica.
  • Il canto sacro.
  • L’esercizio della “preghiera col corpo” tipico del modo di pregare che abbina l’invocazione alla respirazione, sia in posizione statica che dinamica.
  • La peregrinazione orante vocale o contemplative.
  • Il silenzio. Esso, che ha tempi propri nel riposo, nel lavoro, nella comunicazione, nell’ubbidienza umile, e esaltato nella preghiera e dalla preghiera. Perciò e considerato “grande” quel silenzio che, dai punti della meditazione della sera fino all’espletamento della meditazione del giorno seguente, si stende sui cuori come la tenda di Dio.

Per la conoscenza di tale privilegiato mezzo di salute, l’ UP usa i seguenti strumenti:

  • Biblioteca della preghiera.
  • Direzione spirituale ispirata a S. Ignazio di Loyola, Santa Teresa di Avila e San Giovanni della Croce.
  • Seminari di studio sullo specifico argomento.
  • Tre giorni di approfondimento sulla preghiera, almeno due volte l’anno.
  • Incontri settimanali con la Parola di Dio.
  • La pratica quotidiana dei “Punti per la meditazione”, con le relative istruzioni per ben pregare.

Umile obbedienza

L’ ubbidienza umile, richiesta all’esercitante, è in sostanza espressione della libera scelta che egli ha fatto del programma e di quanta esso naturalmente implica. Momento per momento, in maniera distesa e concentrata, lavorando per sapere e volere fare del suo meglio, attento alle indicazioni che, in dierse modo, provengono da ogni parte, fedele nel mantenere il contatto con la Sorgente attraverso la preghiera, l’esercitante sarà in grado di vedere e di agire bene, perché e in posizione di verità, cioè di umiltà, per ubbidire.

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