
SANDRO ARDUINI: Gesù, re eterno, morto e risorto per la sua Compagnia
(celebri istruttori di Esercizi Ignaziani).
Olio su tela, m. 4,81×2,51, che si trova nella sede dell’Università della Preghiera.
Opera commemorativa dell’Anno Ignaziano (1991).
L’Università della Preghiera (UP), Ente Morale con personalità giuridica, riconosciuto dalla Regione Abruzzo, opera in Italia e all’Estero sul piano della ricerca scientifica, della didattica e della pratica spirituale.
Per libera associazione, uomini e donne, particolarmente addetti alla scienza, sono impegnati per statuto a studiare il fenomeno pan-umano della preghiera, principale mezzo “per ordinare la vita” e conseguire la piena salute.
L’approccio storiologico, propriamente biblico cristiano, e di teologia mistica, come pure la visione del mondo e dell’uomo. Il disordine che la preghiera aiuta ad eliminare, sebbene riguardi nello specifico o il corpo o la psiche o la mente, in definitiva interessa tutto l’uomo e principalmente il suo spirito.
Lo spirito è il centro e l’apice della persona umana, danneggiata da qualsivoglia disfunzione e avvantaggiata da ogni retto processo vitale. Così lo spirito diventa non solo il destinatario finale ma anche l’autore primo di ogni atto umano sano. A tale condizione, il singolo processo e l’insieme ordinato di essi sono a pieno titolo spirituali.
Della vita spirituale la preghiera è l’anima, in quanto per essa lo spirito umano manifesta il senso della sua autorevolezza nell’agire. Infatti, nel dialogo che la costituisce, la preghiera esalta lo Spirito di Dio, abitante nello spirito dell’uomo, colloquiante con lui come originaria guida di ogni percorso di vita.
La dottrina sulla preghiera, dal 1983, e sviluppata, insegnata e praticata nell’UP e nella sua area dipartimentale destinata agli esercizi dell’interiorità. Il dipartimento operativo dell’UP è il Servizio Terapeutico Assistenziale PIU’ VITA, Area “Dono di Gesù”, in Via Madonna Fore, 24 – 67100 L’Aquila.
I destinatari del servizio, gratuitamente offerto, in quanto si impegnano a praticare il programma, sono considerati esercitanti del Dono di Gesù. Si distinguono in residenti, semiresidenti e periodici.
Tutti possono essere esercitanti del Dono di Gesù, senza alcuna distinzione, a condizione di riconoscersi, ciascuno, bisognoso di ordinare la propria vita, ritenendo a ciò idoneo il programma offerto.
Gli esercitanti del Dono di Gesù, nell’ultimo decennio, sono stati uomini e donne di tutte le età, di ogni condizione sociale, di diverse nazionalità e religioni.
I disordini fisici, psichici e mentali accusati dagli esercitanti, al momento di entrare in cura, hanno riguardato tanto le tossicodipendenze sintomatiche (da alcool, fumo, farmaci, droghe) quanto le tossicodipendenze archetipiche e/o strutturali (devianze, disadattamenti sociali, scoppiamenti familiari, suicidiolabilità, fanatismo ideologico e/o religioso, complessi, depressione).
La funzione personificante del computer è ricercata dall’ Università della Preghiera, Libera Associazione Internazionale, onlus, che si prefigge di proporre telematicamente, quale strumento per ordinare la propria vita, gli Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola .


Sarei interessato a meditare sui testi di Esercizi Spirituali di Ignazio di Loyola. E’ una opportunità ed una gazia di Dio che farò sapere ad altri, Grazie. Auguri di Buona e Santa Pasqua! Giuseppe
LA MIA RISPOSTA E’ CHE LA FEDE E LA PREGHIERA ASSUNTI ANCHE NEI METODI CURATIVI DELLE MALATTIE INDIVIDUALI E SOCIALI, SONO UNO SPAZIO DEL PROGRESSO SPIRITUALE E SCIENTIFICO E UN BISOGNO SOCIALE DA COPRIRE
Penso che sia una esperienza da fare, anche se rispetto alla attuale modernità, si tratta certamente di una avanguardia curativa.
Che in effetti esista tale spazio d’avanguardia, non coperto dagli ordinari servizi della salute, è inferibile anche ai non competenti come il sottoscritto, sol che si costati la diffusione dei Maghi e delle Sette e i difetti ordinari delle pubbliche assistenze o dei metodi curativi troppo specializzati:
mentre i maghi e le sette, hanno il pregio di offrire soluzioni facili e comode (anche se inefficaci), l’assistenza pubblica come la specialistica attuali, hanno vari pregi e molta efficacia; ma hanno anche il difetto fondamentale (a mio parere) di settarizzare il sapere curativo (ogni professionista ha la sua cura o medicina, psicologica, sociologica, psichiatrica,geriatrica…),senza poi interpretare tale sapere nel complesso oltre le parti singole, onde concentrare contro una data malattia, la forza (o rimedio o medicina) di tutte le scienze del corpo e dello spirito, e non solo di una o poche scienze; non solo cioè, il rimedio di una, due, quattro scienze e medicine, ma per quanto possibile e per quanto non facile, meglio sarebbe mobilitare contro la malattia, la sintesi effettiva di tutte le scienze e tutte le medicine; o perlomeno di tutte le principali medicine che riguardano un dato disturbo.
Perciò è tanto realistico quanto doveroso, pensare che debba esistere un metodo di cura che riassuma tutto il potenziale curativo della conoscenza umana, scientifica, sapienziale, e religiosa che sia.
Se dunque questo obbiettivo del sapere combattere la malattia con la forza sintattica (perciò non solo paratattica) di tutta la scienza e la sapienza, non può dirsi raggiunto dalla nostra civiltà; è bene che qualcuno, come probabilmente potreste essere voi con la Università della Preghiera (PIU VITA), tenti di rendere usufruibile o utile una forza curativa che teoricamente è disponibile, ma non è letta e utilizzata.
In questo tentativo o percorso, si può capire come ci sia spazio anche per la parte spirituale o mistica o religiosa, che dir si voglia; onde anche la fede e la preghiera o altro di cui via via se ne scopra sempre meglio l’utilità, vengono assunti e collocati utilmente nel programma di cura, secondo la gerarchia migliore che si crede.
Il sistema, se da un lato sembra da avanguardia o pionieristico, dall’altro è uno spazio da coprire, una strada da battere; insomma è un bisogno sociale da soddisfare, un progresso da intraprendere per non stagnare e tornare indietro, che la nostra civiltà non può rispettivamente soddisfare e intraprendere, nella misura in cui defeziona dalla fede cristiana; e non può del pari intraprendere con pienezza, nella misura in cui defeziona dalla fede cattolica (affermante la complementarietà e non l’antinomia tra fede e ragione) dopo essersi al contempo ampiamente specializzata su ogni campo, senza però farsi carico di sfruttare al meglio la lettura complessiva delle parti specialistiche che compongono il tutto da assumere e eventualmente usare.
Cosi come l’affermazione di Dio ha aperto la strada alla scienza nel passato, anche oggi il medesimo processo di conduzione della scienza, continua : è sempre l’affermazione di Dio e non la sua negazione o morte (come alcuni vorrebbero far credere) la via maestra, l’autostrada che tutti gli uomini possono prendere, per combattere e vincere il male di ogni sorta, materiale o spirituale che sia.
Perciò non potranno essere che i religiosi, insieme agli scienziati e professionisti, a tirare avanti un simile programma curativo, o per così dire, di reintegrazione della salute specialmente spirituale, ma che non ignora anche il corpo e ciò che di esso ampiamente ormai, si conosce.
Perciò Buon Lavoro, e ormai, Buona Pasqua,
Orlando Metozzi